Ray Ban Uomo

Ray Ban Uomo

Protagonista in camice di una nota serie televisiva americana ha ammaliato tutto con il suo struggente monologo bomba in Quattro matrimoni e un funerale, ma sa anche scandire la crudeltà gelosa e la persuasione erotica in vesti di fantasma. Hollywood l’ha letteralmente rubato.Nato a East Kilbride, ultimo di tre figli (nel particolare due sorelle), dopo aver studiato alla Claremont High School, ha iniziato il suo apprendistato come. Elettricista! Proprio così, all’inizio della sua carriera John Hannah non aveva la minima idea di diventare un attore, ma poi la passione per il cinema e in particolare per la recitazione lo spinge a entrare all’East Kilbride Rep Theatre Club, dove sostenuto da un collega, continua per quella strada fino all’iscrizione alla Royal Scottish Academy of Music and Drama a Glasgow.Dopo una piccola partecipazione al film per la tv Bookie (1987) e tanta gavetta fra telefilm vari, arriva a debuttare al cinema con il film di David Elfick Senza riparo (1990), anche se il suo maggior successo arriva quattro anni dopo grazie al film Quattro matrimoni e un funerale (1994) in cui interpreta il ruolo di un giovane omosessuale per il quale viene nominato ai BAFTA come miglior attore non protagonista.Da quel momento in poi, per John Hannah inizia una vera e propria primavera professionale e anche privata.

E con le droghe arrivano anche le conseguenze generate dal loro utilizzo, oltre alla dipendenza. Tutto questo porta i tre protagonisti all’epilogo. Epilogo tragico, a prova di lacrima. Quigley, M. Waseme, P. Lingard, E. Topoi svuotati di senso, smarriti tra i gesti nervosamente incongrui di Gassman o di una Rappoport sacrificata; il meccanismo di identificazione fatica a ingranare, almeno quanto la credibilità del fascinoso personaggio di Amr Waked, portatore di una superiorità morale e di una saggezza “esotica” spesso serviti sotto forma di filosofia spicciola. Difficile la convivenza tra i toni da commedia sentimentale della prima parte e il farraginoso action spionistico della seconda parte, raramente sorretti da un linguaggio all’altezza (la necessaria catarsi avviene al tramonto con dissolvenza in bianco). Laddove il difficile tema dell’handicap (e degli ostacoli insiti nei rapporti familiari, da esso così fortemente influenzati) è trattato con pertinente sobrietà, il sottotesto sull’accettazione dello straniero finisce per adagiarsi su un edificante messaggio di tolleranza e di subalternità del nostro miope particulare nei confronti di culture altre.

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